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Accordo europeo per rafforzare la tutela dei lavoratori dai prodotti chimici cancerogeni

La Commissione europea ha accolto con favore l'accordo politico raggiunto tra il Parlamento europeo e il Consiglio dell'Unione europea sulla sesta revisione della Direttiva relativa agli agenti cancerogeni, mutageni e alle sostanze tossiche per la riproduzione (CMRD). L'obiettivo principale della riforma è migliorare la protezione della salute dei lavoratori, aggiornando la normativa in base alle più recenti conoscenze scientifiche e ai rischi presenti nei moderni ambienti di lavoro.

immagine del bando

Le nuove disposizioni introducono limiti di esposizione professionale più rigorosi per diverse sostanze considerate particolarmente pericolose, tra cui il cobalto e i suoi composti inorganici, gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA), l'1,4-diossano e l'isoprene. Inoltre, i fumi di saldatura vengono inclusi esplicitamente nel campo di applicazione della direttiva, riconoscendo il loro potenziale impatto sulla salute e chiarendo gli obblighi dei datori di lavoro in materia di prevenzione e protezione dei dipendenti.

Secondo le stime della Commissione europea, una volta recepite dagli Stati membri, queste misure potrebbero evitare circa 1.700 casi di tumore ai polmoni e quasi 19.000 malattie professionali nei prossimi quarant'anni. Oltre ai benefici per la salute dei lavoratori, si prevede anche una significativa riduzione dei costi sanitari, con risparmi stimati fino a 1,16 miliardi di euro per l'intera Unione europea.

La revisione della direttiva rappresenta un ulteriore passo nel percorso intrapreso dall'Unione europea per garantire ambienti di lavoro più sicuri. Essa si inserisce infatti nel quadro della Strategia europea per la salute e la sicurezza sul lavoro 2021-2027 e contribuisce agli obiettivi del Piano europeo di lotta contro il cancro e del Pilastro europeo dei diritti sociali. L'intento è quello di prevenire le malattie professionali attraverso norme più efficaci, basate su solide evidenze scientifiche e in grado di adattarsi ai cambiamenti tecnologici e produttivi.

Dopo l'accordo politico, il testo dovrà essere approvato formalmente dal Parlamento europeo e dal Consiglio. Una volta entrata in vigore, la direttiva dovrà essere recepita dagli Stati membri entro i termini stabiliti, affinché le nuove misure possano essere applicate in modo uniforme in tutta l'Unione europea, garantendo una tutela più elevata per milioni di lavoratori.

 

Redazione Europe Direct Lombardia
@ED_Lombardia

Data di pubblicazione: 06/10/2026

Data ultima modifica: 06/10/2026