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Cosa dicono i risultati PISA 2025 sulle competenze di base in Europa

Come stanno imparando i quindicenni europei? I numeri e le sfide per la scuola

immagine del bando

Saper leggere e comprendere un testo, ragionare con i numeri, interpretare fenomeni scientifici: sono competenze fondamentali per affrontare gli studi, il lavoro e la vita quotidiana. Eppure, in Europa, per molti studenti acquisirle continua a essere una sfida. A evidenziarlo è la prima analisi europea dei risultati dell’indagine PISA 2025, pubblicata dalla Commissione europea il 5 ottobre 2026.

PISA, il programma dell’OCSE per la valutazione internazionale degli studenti, misura le competenze dei quindicenni in lettura, matematica e scienze. I risultati più recenti restituiscono un quadro che invita a riflettere: nell’Unione europea, circa uno studente su tre non raggiunge il livello minimo di competenza in lettura o matematica; uno su quattro è al di sotto della soglia in scienze. Rispetto al 2015, le competenze di base sono diminuite sensibilmente. Anche gli studenti con risultati eccellenti sono pochi: meno di uno su dieci raggiunge i livelli più alti in ciascuna delle tre discipline.

Non tutti partono dalle stesse condizioni

Dietro le medie europee si nascondono differenze importanti. Le condizioni socioeconomiche della famiglia continuano a influenzare le opportunità di apprendimento: gli studenti provenienti da contesti svantaggiati corrono rischi maggiori di non raggiungere le competenze attese. In scienze, per esempio, hanno una probabilità circa quattro volte superiore di ottenere risultati insufficienti rispetto ai coetanei più avvantaggiati.

Garantire un’istruzione di qualità significa quindi non soltanto migliorare i risultati complessivi, ma anche ridurre le disuguaglianze, offrendo a ogni studente occasioni concrete per sviluppare le proprie capacità.

Tecnologia: risorsa o distrazione?

Un’altra questione riguarda l’uso degli strumenti digitali. Secondo l’analisi della Commissione, circa uno studente europeo su tre si distrae frequentemente durante le lezioni a causa delle tecnologie digitali. Anche l’intelligenza artificiale richiede attenzione: può sostenere lo studio, ma utilizzarla per evitare lo sforzo di leggere, ragionare e risolvere problemi rischia di ostacolare lo sviluppo del pensiero critico.

La sfida non è rinunciare alla tecnologia, bensì imparare a usarla consapevolmente: verificare le informazioni, confrontare le fonti, formulare domande e comprendere i procedimenti, invece di limitarsi a ottenere una risposta pronta.

Insegnanti al centro del cambiamento

La qualità dell’apprendimento dipende anche dalle condizioni in cui si insegna. La carenza di docenti rappresenta una difficoltà significativa: secondo il rapporto, quattro studenti su dieci frequentano scuole che segnalano gravi problemi di disponibilità degli insegnanti. Assicurare personale adeguato, valorizzare la professione docente e investire nella formazione sono passaggi essenziali per sostenere gli studenti e garantire continuità didattica.

Una sfida europea, una responsabilità condivisa

L’Unione europea sta già promuovendo iniziative per rafforzare le competenze di base, tra cui il Piano d’azione sulle competenze di base e il Piano strategico per l’istruzione nelle discipline STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica). L’obiettivo è sostenere gli Stati membri nel miglioramento dell’apprendimento e nel contrasto alle disuguaglianze.

I risultati PISA non sono una pagella definitiva della scuola europea, ma uno strumento per capire dove intervenire. Ci ricordano che leggere, comprendere, ragionare e imparare a valutare le informazioni sono competenze indispensabili anche in una società sempre più digitale.

La priorità è fare in modo che ogni studente possa imparare davvero, indipendentemente dalle proprie condizioni di partenza. Perché rafforzare le competenze di base significa investire non solo nel futuro dei giovani, ma anche in una società europea più equa, consapevole e capace di affrontare le sfide del domani.

 

Redazione Europe Direct Lombardia
@ED_Lombardia

Data di pubblicazione: 29/10/2026

Data ultima modifica: 29/10/2026