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L’eredità del PNRR europeo tra transizione verde, digitale e riforme

Dalla digitalizzazione dei servizi pubblici alla riduzione delle emissioni, il Dispositivo per la ripresa e la resilienza ha sostenuto migliaia di interventi in tutta Europa. La sfida ora è trasformare i risultati raggiunti in benefici duraturi per cittadini e imprese.

immagine del bando

Non soltanto risorse mobilitate, ma cambiamenti concreti nelle economie e nella vita quotidiana dei cittadini: è questa la prospettiva da cui guardare ai risultati di NextGenerationEU, al centro della quinta relazione annuale della Commissione europea sull’attuazione del Dispositivo per la ripresa e la resilienza (Recovery and Resilience Facility – RRF), pubblicata il 7 ottobre 2026.

A cinque anni dal suo avvio, il programma ha contribuito a promuovere riforme strutturali e investimenti strategici in tutti i 27 Stati membri. Dei quasi 6.000 traguardi e obiettivi previsti dai Piani nazionali di ripresa e resilienza, 4.082 risultano già conseguiti, mentre i restanti sono in fase di valutazione o completamento. La relazione offre così l’occasione per osservare più da vicino l’impatto del programma e le trasformazioni che potranno proseguire anche dopo la sua conclusione.

Una transizione digitale più vicina ai cittadini

La digitalizzazione rappresenta uno degli ambiti centrali degli investimenti europei, con circa 140 miliardi di euro destinati a questa priorità. Gli interventi riguardano infrastrutture digitali, competenze, servizi pubblici e innovazione tecnologica.

I risultati si traducono anche in servizi più accessibili ed efficienti: in diversi Paesi sono stati avviati progetti per digitalizzare i sistemi giudiziari, semplificare gli adempimenti amministrativi e rendere disponibili online servizi destinati ai cittadini. In Italia, ad esempio, il Dispositivo ha sostenuto la realizzazione dello Sportello unico doganale e dei controlli, con l’obiettivo di migliorare il coordinamento delle procedure doganali.

Secondo le stime riportate dalla Commissione, ogni euro investito nelle misure digitali sostenute dal RRF potrebbe generare 1,5 euro di produzione economica nell’UE entro il 2030, confermando il potenziale di questi interventi per la produttività e la competitività europea.

Investire nella sostenibilità e nella resilienza

Un secondo pilastro è la transizione ecologica, alla quale sono stati destinati circa 287 miliardi di euro. Gli interventi comprendono lo sviluppo delle energie rinnovabili, il miglioramento dell’efficienza energetica e la diffusione di tecnologie a basse emissioni.

La Commissione stima che gli investimenti finanziati possano consentire una riduzione annuale delle emissioni di gas a effetto serra pari all’1,5% delle emissioni dell’UE registrate nel 2021, a cui si aggiungerebbero ulteriori risparmi derivanti dalle riforme sostenute dal programma. Si tratta di risultati potenzialmente rilevanti per il raggiungimento degli obiettivi climatici europei.

Dalle riforme ai benefici di lungo periodo

L’impatto di NextGenerationEU non si misura soltanto attraverso le opere realizzate o i fondi spesi. Le riforme della pubblica amministrazione, della giustizia e del mercato del lavoro possono contribuire a ridurre gli ostacoli burocratici, migliorare i servizi e creare condizioni più favorevoli per le imprese.

La conclusione del Dispositivo, prevista entro la fine del 2026, non rappresenta quindi la fine degli effetti del programma. La vera sfida sarà consolidare quanto realizzato, assicurando che gli investimenti producano benefici nel tempo e che le riforme continuino a migliorare la capacità dell’Europa di affrontare le sfide economiche, sociali e ambientali.

 

Redazione Europe Direct Lombardia
@ED_Lombardia

Data di pubblicazione: 29/10/2026

Data ultima modifica: 29/10/2026