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Materie prime strategiche: l’Europa punta su estrazione, riciclo e autonomia industriale

La Commissione europea seleziona 46 nuovi progetti in 16 Stati membri, tra cui l’Italia, per rafforzare le forniture di materiali essenziali per batterie, tecnologie pulite, difesa e industria.

immagine del bando

Litio, nichel, cobalto e terre rare sono materiali fondamentali per produrre batterie, veicoli elettrici, dispositivi elettronici e numerose tecnologie utilizzate nella transizione energetica. L’Europa, tuttavia, dipende ancora fortemente dalle importazioni, spesso concentrate in pochi Paesi. Per ridurre questa vulnerabilità, la Commissione europea ha annunciato il 9 ottobre 2026 la selezione di 46 nuovi progetti strategici in 16 Stati membri, con l’obiettivo di rendere più sicure e diversificate le forniture di materie prime essenziali.

I progetti rientrano nel Critical Raw Materials Act, il regolamento europeo sulle materie prime critiche entrato in vigore nel maggio 2024. La normativa mira a rafforzare la capacità dell’UE di estrarre, trasformare e riciclare questi materiali, riducendo la dipendenza da singoli fornitori esterni.

Dalle miniere al riciclo: una filiera europea più forte

I 46 progetti selezionati coprono diverse fasi della filiera: otto riguardano l’estrazione, undici la trasformazione delle materie prime, diciannove il riciclo e otto integrano più attività. Nel complesso, interessano 15 delle 17 materie prime considerate strategiche dall’UE.

L’obiettivo è sviluppare una filiera europea più completa, che non si limiti a importare materiali, ma sia in grado di recuperarli, lavorarli e riutilizzarli. Il riciclo assume un ruolo particolarmente importante: permette di recuperare risorse già presenti nei prodotti a fine vita, riducendo gli sprechi e la necessità di nuove estrazioni.

Entro il 2030, il regolamento europeo punta a soddisfare con capacità produttive interne almeno il 10% del consumo annuo di materie prime strategiche attraverso l’estrazione, il 40% attraverso la trasformazione e il 25% attraverso il riciclo.

Perché queste risorse sono così importanti?

Le materie prime strategiche sono indispensabili per numerosi settori. Litio, nichel, cobalto, manganese e grafite sono essenziali per la produzione di batterie; le terre rare servono, tra l’altro, per realizzare magneti permanenti utilizzati nei motori elettrici e nelle turbine eoliche. Altri materiali, come il tungsteno e il magnesio, sono importanti per l’industria aerospaziale e della difesa.

Garantire un accesso più sicuro a queste risorse significa quindi sostenere la competitività delle imprese europee, favorire la transizione verde e rafforzare la capacità dell’Unione di affrontare eventuali interruzioni delle catene di approvvigionamento internazionali.

Anche l’Italia è coinvolta

Tra i 16 Paesi interessati figura l’Italia, con cinque progetti dedicati al recupero e alla trasformazione di materiali strategici, anche attraverso il riciclo di pannelli fotovoltaici e il recupero di metalli destinati alle batterie e all’industria.

La selezione dei progetti rappresenta un passo importante, ma la sfida sarà trasformarli in impianti operativi, sostenibili dal punto di vista ambientale ed economicamente competitivi. Per questo saranno fondamentali gli investimenti, le autorizzazioni e la collaborazione tra istituzioni, imprese e centri di ricerca.

Rafforzare la filiera europea delle materie prime significa, in definitiva, costruire un’industria più resiliente e preparata alle trasformazioni future, valorizzando anche le risorse che possono essere recuperate dai prodotti già utilizzati.

 

Redazione Europe Direct Lombardia
@ED_Lombardia

Data di pubblicazione: 29/10/2026

Data ultima modifica: 29/10/2026