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Ricerca e innovazione: l’Europa deve investire di più per rafforzare la propria competitività

Il nuovo rapporto della Commissione europea evidenzia i punti di forza della ricerca europea, ma anche le sfide da affrontare per trasformare le conoscenze scientifiche in innovazione, crescita economica e sviluppo sostenibile.

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L’Europa dispone di un patrimonio scientifico di primo piano, ma per mantenere la propria competitività a livello globale deve rafforzare gli investimenti nella ricerca e nell’innovazione e migliorare la capacità di trasformare le scoperte scientifiche in tecnologie, prodotti e servizi. È questo il messaggio centrale del rapporto Science, Research and Innovation Performance of the EU 2026, pubblicato dalla Commissione europea il 1° ottobre 2026.

Il rapporto conferma il ruolo di primo piano dell’Unione europea nel panorama scientifico internazionale: l’UE si colloca al secondo posto a livello mondiale per produzione scientifica e il 57% delle sue pubblicazioni scientifiche nasce da collaborazioni internazionali. Tuttavia, l’eccellenza nella ricerca non si traduce ancora pienamente in leadership tecnologica, crescita della produttività e successo commerciale delle innovazioni.

Più investimenti e una migliore collaborazione

Tra le principali criticità individuate figura il livello degli investimenti. Per raggiungere l’obiettivo di destinare alla ricerca e sviluppo il 3% del PIL entro il 2030, l’UE avrebbe bisogno di ulteriori 560 miliardi di euro. A ciò si aggiunge la frammentazione del sistema europeo della ricerca, ancora suddiviso tra Paesi, regioni e istituzioni, che limita le sinergie e l’impatto degli investimenti.

Un’altra sfida riguarda il passaggio dai laboratori al mercato. Le difficoltà di accesso ai finanziamenti, la valorizzazione dei risultati della ricerca e gli ostacoli alla diffusione delle nuove tecnologie rendono più complesso per le imprese innovative crescere e competere su scala internazionale, soprattutto in settori strategici come l’intelligenza artificiale, i semiconduttori avanzati e il cloud computing.

Le iniziative europee per colmare il divario

Per affrontare queste sfide, la Commissione punta a rafforzare il coordinamento tra investimenti pubblici e privati, promuovere una maggiore collaborazione tra gli ecosistemi regionali dell’innovazione e facilitare il trasferimento delle conoscenze verso il sistema produttivo.

In questa direzione si inseriscono le iniziative europee per il prossimo bilancio a lungo termine 2028-2034, il futuro European Research Area Act, volto a migliorare il coordinamento delle politiche nazionali ed europee, e il proposto European Innovation Act, che mira a facilitare l’accesso delle imprese innovative agli appalti pubblici e ai finanziamenti basati sulla proprietà intellettuale. Un ruolo importante è inoltre attribuito all’attrazione e alla permanenza in Europa di ricercatori, innovatori e talenti internazionali.

Una sfida che coinvolge anche i territori

Rafforzare la ricerca e l’innovazione significa investire nella prosperità futura dell’Europa, nella sua autonomia strategica e nella capacità di affrontare le transizioni digitale ed ecologica. In questo percorso, anche le regioni hanno un ruolo fondamentale: università, centri di ricerca, imprese e istituzioni possono contribuire a costruire ecosistemi innovativi più integrati, capaci di valorizzare le competenze locali e di trasformarle in opportunità concrete per cittadini e imprese.

Il messaggio del rapporto è chiaro: l’Europa deve fare leva sulla propria eccellenza scientifica, investendo di più e collaborando meglio, affinché le idee sviluppate nel continente possano diventare motore di competitività, occupazione e crescita sostenibile.

 

Redazione Europe Direct Lombardia
@ED_Lombardia

Data di pubblicazione: 29/10/2026

Data ultima modifica: 28/10/2026