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65 anni di traguardi per la parità di genere nell’UE

Il 25 ottobre scorso, l’Istituto europeo per l'uguaglianza di genere (European Institute for Gender Equality—EIGE) ha pubblicato uno studio sull'evoluzione degli approcci politici e giuridici dell'UE alla parità di genere.
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Il 25 ottobre scorso, l’Istituto europeo per l'uguaglianza di genere (European Institute for Gender EqualityEIGE) ha pubblicato uno studio sull'evoluzione degli approcci politici e giuridici dell'UE alla parità di genere. Il documento intende offrire un contesto per implementare le politiche future in materia di uguaglianza di genere con l'obiettivo di innescare una discussione basata sui fatti e che motivi la realizzazione concreta dell'uguaglianza di genere in tutte le sue dimensioni nell'UE.

“Non puoi sapere dove stai andando finché non sai dove sei stato”, diceva la poetessa Maya Angelou. E infatti, nonostante lo studio dimostri l’importanza di riconoscere la portata dei traguardi raggiunti, c’è sempre spazio per i miglioramenti ed è bene riconoscerli per impedire il degrado e per combattere ciò che ostacola un’implementazione costante e progressiva delle politiche in materia di uguaglianza di genere.

Uno dei componenti fondamentali della Comunità economica europea (CEE) fu proprio il riconoscimento, nel Trattato di Roma del 1957, della parità di retribuzione tra uomini e donne atta a regolare la concorrenza tra gli Stati membri fondatori. Con la creazione dell’Unione europea nel 1992, la parola “uguaglianza” fu introdotta per la prima volta, dal Trattato di Maastricht, in quanto valore europeo comune.
E così, trattato dopo trattato, il concetto di “uguaglianza” prende forma e plasma ogni aspetto della società europea: l’uguaglianza tra donne e uomini, l’uguaglianza nell’impiego e la non-discriminazione basata sul sesso o sull'orientamento sessuale vengono riconosciute nel 1997 dal Trattato di Amsterdam; la Carta dei diritti fondamentali dell’UE, nel 2000, fa un passo in più proibendo la discriminazione sulla base del sesso e dell’orientamento sessuale; con il Trattato di Lisbona, nel 2007, si incorpora il concetto di “uguaglianza” nell’azione esterna dell’UE e nella lotta contro la tratta degli essere umani.

Il
Patto europeo per la parità di genere e la Strategia per la parità di genere 2020-2025 in ultimo, si adattano alle necessità della società odierna, in linea con la realizzazione dell’”Unione dell’uguaglianza”,  in cui vi è il bisogno di un’aumentata consapevolezza  del sesso, dell’identità di genere, dell'espressione di genere e delle caratteristiche sessuali.

Sono ancora numerose le sfide che interferiscono con l’affermazione della parità di genere nell’Unione ma finché c’è consapevolezza, c’è speranza e questo studio le offre entrambe.
 



Redazione Europe Direct Lombardia
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Data ultima modifica: 24/10/2023