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Agenzia dell’Unione Europea per i diritti fondamentali (FRA): pubblicato il Rapporto 2022 sul rispetto dei diritti sociali

L’Agenzia dell’Unione Europea per i diritti fondamentali (FRA) ha recentemente pubblicato il rapporto “Fundamental Rights Report 2022”. Il rapporto si concentra soprattutto sull’impatto della pandemia sul godimento dei diritti sociali e sulle persone più vulnerabili, che hanno riscontrato un accesso limitato ai servizi sanitari, di assistenza per l’infanzia, di educazione e di connessione a internet.
immagine del bando

L’Agenzia dell’Unione Europea per i diritti fondamentali (FRA) ha recentemente pubblicato il rapporto “Fundamental Rights Report 2022”. Il rapporto si concentra soprattutto sull’impatto della pandemia sul godimento dei diritti sociali e sulle persone più vulnerabili, che hanno riscontrato un accesso limitato ai servizi sanitari, di assistenza per l’infanzia, di educazione e di connessione a internet, causando un aumento del numero di decessi, della povertà, della disoccupazione e dell’esclusione sociale.

Il direttore della FRA Michel O’Flaherty ha commentato: “Le risposte alla pandemia e alla guerra in Ucraina mostrano come l’Unione Europea si rafforzi quando viene attraversata da crisi. L’azione europea, così come i finanziamenti europei, possono avere un grandissimo impatto, soprattutto quando legati a impegni presi a livello legale e a livello politico per salvaguardare il godimento dei diritti sociali. È soltanto grazie ad un effettivo monitoraggio dell’utilizzo dei fondi che è possibile dare supporto ai governi nell’assicurare che la ripresa post-pandemica avvenga sulla base del rispetto dei diritti, e nel formulare al meglio delle misure che siano indirizzate alle specifiche vulnerabilità sociali, specialmente di giovani e bambini, che sono le fasce più colpite.”

Il Rapporto contiene anche una parte incentrata sulle lacune degli Stati in tema di rispetto dei diritti sociali nell’ultimo anno, con un focus su diritti sociali quali educazione, occupazione e assistenza sanitaria, prendendo in considerazione la situazione di bambini, anziani, persone con disabilità e altre persone con vulnerabilità specifiche.

Inoltre, il rapporto esamina come gli Stati pianificano di utilizzare i 724 miliardi di euro messi a disposizione dall’UE per la ripresa post-pandemica per promuovere i diritti sociali e il loro rispetto.
Gli Stati dovrebbero coinvolgere le Istituzioni nazionali indipendenti per i diritti umani per assicurare che i finanziamenti europei vengano utilizzati per progetti che promuovono i diritti umani, in particolare delle persone più fortemente colpite dalla pandemia, in un modo che sia compatibile con le obbligazioni degli stati a livello europeo (Carta Fondamentale dell’Unione Europea) e internazionale (Convenzione delle Nazioni Unite sulle persone con disabilità).

Oltre all’attenzione posta sull’impatto della pandemia, sono state prese in considerazione altre tre macro aree di diritti sociali: i diritti dei bambini, le migrazioni e il razzismo.

Analizzando il livello di rispetto dei diritti dei bambini, si è notato come la pandemia abbia avuto un grande impatto sul benessere dei bambini e sul loro accesso all’educazione, specialmente per coloro che vivono nei contesti più problematici, esponendoli ancora più al rischio di povertà ed esclusione. A tal proposito, le iniziative più importanti sono state la Strategia dell'UE sui diritti dei minori e la Garanzia europea per l'infanzia, capaci di catalizzare gli sforzi per la promozione e la protezione dei diritti di tutti i bambini, e che rappresentano documenti con i quali le leggi degli Stati membri dovrebbero essere in linea.

Per quanto riguarda i migranti, che nello scorso anno hanno continuato ad essere sottoposti a violenza e respingimenti ai confini degli Stati europei, gli Stati membri dovrebbero impegnarsi per mettere in atto delle istituzioni effettive e indipendenti che assicurino il rispetto dei diritti umani dei migranti coinvolti, specialmente di minori non accompagnati e richiedenti asilo, che sono in situazioni di particolare vulnerabilità.

La pandemia ha portato ad un aumento degli atti di razzismo, discriminazione, crimini d’odio, discorso d’odio contro migrati e minoranze etniche. Gli Stati dovrebbero partire dal Piano dell’Unione Europea contro il Razzismo del 2020 per sviluppare piani d’azione che combattano discriminazioni su base etnica e razzismo.


Le informazioni sul Rapporto 2022 sono contenute qui.

 

Redazione Europe Direct Lombardia
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Data ultima modifica: 24/10/2023