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COP27: concretizzare le misure per mitigare il cambiamento climatico e rispettare gli Accordi di Parigi

Che il cambiamento climatico sia una realtà attuale in fase di radicalizzazione costante è ormai indubbio; che bisogna agire concretamente nell’immediato anche, ma forse non è ancora del tutto chiaro che tale sforzo richiede una risposta univoca e congiunta da parte di tutte le forze in campo.
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Che il cambiamento climatico sia una realtà attuale in fase di radicalizzazione costante è ormai indubbio; che bisogna agire concretamente nell’immediato anche, ma forse non è ancora del tutto chiaro che tale sforzo richiede una risposta univoca e congiunta da parte di tutte le forze in campo.

Con la squadra negoziale della Commissione europea composta dalla Presidente von der Leyen, dal Vicepresidente Timmermans e dai Commissari Simson (energia), Sinkevičius (ambiente e oceani), e Wojciechowski (agricoltura), l’UE ha preso parte alla Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP 27) in Egitto. L’ambizione è quella di concretizzare l’implementazione degli impegni esistenti anche attraverso l’adozione di un programma di lavoro sulla mitigazione (Mitigation Work Programme - MWP).
Non si è, però, parlato solo di azioni atte a mitigare la crisi climatica, ma anche di progressi da compiere verso l’adattamento ai cambiamenti climatici (Global Goal on Adaptation - GGA), il raggiungimento dei quali risiederebbe nella tutela della natura come evidenziato dal patto di Glasgow per il clima, e ridurne nonché affrontarne le perdite e i danni. In vista del raggiungimento di quest’ultimo obbiettivo, l’UE intende lavorare con i paesi sviluppati al fine di raddoppiare i finanziamenti per l'adattamento rispetto ai livelli del 2019 e aumentare i contributi finanziari per il clima, tutto ciò entro il 2025.

L’UE è leader mondiale nell’azione per il clima, avendo già ridotto le emissioni di più di un quarto dal 1990, riuscendo congiuntamente a far crescere la sua economia di oltre il 60%. Ma non è l’unica firmataria degli Accordi di Parigi.
Sono 194 i Paesi che dovrebbero implementare contributi determinati a livello nazionale (Nationally Determined Contributions - NDC) per ridurre le emissioni di gas a effetto serra e quindi il riscaldamento globale.
Nello studio più recente del gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC) delle Nazioni Unite si avverte che gli sforzi devono essere considerevolmente potenziati per evitare che la terra si riscaldi di 1,5ºC nei prossimi due decenni.
 

Redazione Europe Direct Lombardia
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Data ultima modifica: 24/10/2023