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Più di una petizione: l’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) celebra dieci anni

Una delle prime ICE presentata alla Commissione europea portò, cinque anni dopo, ad un cambio di rotta epocale per gli utenti delle reti mobili. Sinonimo di democrazia partecipativa, l’ICE continua ad alimentare il cambiamento delle politiche UE.
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Una delle prime ICE presentata alla Commissione europea portò, cinque anni dopo, ad un cambio di rotta epocale per gli utenti delle reti mobili. Sinonimo di democrazia partecipativa, l’ICE continua ad alimentare il cambiamento delle politiche UE.

Fu il piano “Roam like at home”, recentemente rinnovato, il risultato della prima concreta ICE - Single Communication Tariff Act - avviata nel 2012. Nonostante il fallimento di ben due raccolte firme, i buoni propositi dell’iniziativa non si spensero fino a quando, nel 2017, i sovraprezzi per il roaming mobile entro i confini UE furono aboliti.

Dare il via o sostenere un’ICE non è mai tempo perso: in qualsiasi modo questa si concluda, l’eco della sua utilità potrebbe rincorrere tempi più opportuni e trovare la sua ragion d’essere in un momento di estrema necessità.

Il Trattato sull’UE (TUE) definì la base teorica del diritto di iniziativa dei cittadini europei che si consolidò con il Trattato di Lisbona, in vigore dal 2009. Il regolamento sull’ICE, in quanto strumento di democrazia partecipativa che permette a un gruppo di cittadini UE di dare forma alle politiche unionali, fu adottato il 1° aprile 2012. Sono sei le tappe da seguire per avviare un’ICE:

  1. Formare un Comitato dei cittadini: sette cittadini provenienti da sette Paesi UE differenti.

  2. Registrare l’ICE presso la Commissione europea, che si focalizzerà su uno dei campi di competenza dell’Istituzione stessa—ambiente, energia, agricoltura, occupazione, etc.

  3. Raccogliere un milione di firme in un anno a sostegno della causa.

  4. Il milione di firme raccolto prima della scadenza dei 12 mesi deve essere suddiviso per nazionalità e inviato, entro tre mesi, alle autorità competenti di ciascun Paese UE per verifica.

  5. Una volta ricevuto riscontro positivo dalle autorità nazionali, l’ICE può essere sottoposta alla Commissione europea.

  6. Ad iniziativa presentata, inizia l’esame della stessa. Entro un mese il Comitato dei cittadini incontrerà i rappresentanti della Commissione, mentre entro tre mesi avrà l’opportunità di esprimersi in un’audizione pubblica al Parlamento europeo. Entro sei mesi, la Commissione fornirà un responso.

Dal 2012 si contano più di 90 iniziative registrate che hanno animato dibattiti e alimentato il cambiamento delle politiche UE. Maggiori informazioni su come preparare un’ICE efficace possono anche essere raccolte sul Forum dedicato allo strumento e gestito da European Citizen Action Service (ECAS) a nome della Commissione europea.



Redazione Europe Direct Lombardia
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Data ultima modifica: 24/10/2023