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UE-Cina, siglato l'accordo sugli investimenti

Dopo Brexit, un altro importante accordo internazionale, giunto alla fine dell’anno più duro, per via della pandemia di Covid-19, è stato siglato, tra Europa e Cina. L’accordo sino-europeo consentirà la ripresa dell’economia nella fase post-coronavirus e promuoverà il commercio a livello globale, la liberalizzazione e la facilitazione degli investimenti, aumentando la fiducia della comunità internazionale nella globalizzazione economica e nel libero scambio.
immagine del bando

Dopo Brexit, un altro importante accordo internazionale, giunto alla fine dell’anno più duro, per via della pandemia di Covid-19, è stato siglato, tra Europa e Cina, l'“Eu-China Comprehensive Agreement on Investment (Cai).

Di cosa si tratta?
Con 477,7 miliardi di euro del volume di affari di scambio tra UE e Cina nei primi 10 mesi del 2020, cioè il 2,2% in più rispetto allo stesso periodo del 2019, dopo 7 anni di negoziati e 35 round negoziali, l’Unione europea e la Cina hanno concluso l’accordo politico sugli investimenti “Eu-China Comprehensive Agreement on Investment (Cai).” La firma di questo accordo commerciale è avvenuta durante la teleconferenza dello scorso 30 dicembre 2020 alla quale hanno partecipato il Presidente cinese Xi Jinping, il Presidente del Consiglio europeo Charles Michel, la Cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente francese Emmanuel Macron e la Presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen.

Per la Cina, l’accordo è un’occasione per confermare nuove aperture dopo l’introduzione della Foreign Investment Law. Per Bruxelles, il trattato aiuterà a riequilibrare le relazioni economiche bilaterali concedendo agli investitori europei un livello di accesso al mercato cinese senza precedenti, una maggiore tutela dei segreti commerciali e un trattamento più equo. Impegno, quest’ultimo, che Pechino dovrà mantenere assicurando per la prima volta su base bilaterale trasparenza in materia di sussidi statali.

Quali gli obiettivi?
Gli obiettivi dell’Accordo globale sugli investimenti sono molteplici e vanno dal sostegno del concetto di sviluppo sostenibile, al consentire alla Cina e all’UE un maggior accesso ai rispettivi mercati, fino ad arrivare ad una competizione equa, superando gli ostacoli agli investimenti. Tale intesa potrebbe consentire alle aziende europee maggior accesso al mercato cinese e controbilanciare le possibilità che le aziende cinesi hanno nel territorio europeo.
Pechino consentirà agli investitori europei parità di condizioni ponendo obblighi chiari per le aziende a proprietà statale cinesi, non richiedendo trasferimenti forzati di tecnologie o pratiche simili e aumenterà la trasparenza dei sussidi.

L’accordo è il più ambizioso mai contratto dalla Cina e offrirà alle aziende europee un accesso migliore a più mercati quali quelli dei veicoli ad energia rinnovabile, della sanità privata e dei servizi cloud. Oltre a questo, l’intesa porrà condizioni per regolare le imprese statali cinesi e la trasparenza nei sussidi. L’accordo sottolinea anche la necessità di migliorare l’accesso al mercato cinese dei commercianti europei in ambiti quali l’agroalimentare e il digitale e di affrontare questioni quali la capacità eccedente nei settori dell’alluminio, dell’acciaio e dell’alta tecnologia.

Tra gli elementi che avevano creato impasse nei negoziati era stata la questione degli investimenti cinesi nel mercato energetico europeo e in particolare in quello nucleare. In base all’intesa raggiunta, la Cina avrà un accesso limitato al settore dell’energia dell’UE e le due parti lanceranno insieme dei progetti di cooperazione contro il cambiamento climatico.

L’accordo sino-europeo consentirà la ripresa dell’economia nella fase post-coronavirus e promuoverà il commercio a livello globale, la liberalizzazione e la facilitazione degli investimenti, aumentando la fiducia della comunità internazionale nella globalizzazione economica e nel libero scambio.

Tra le questioni che avrebbero potuto rappresentare un ostacolo per l’intesa è stata quella del lavoro forzato e, a tal proposito, l’UE ha dichiarato che la Cina si è impegnata ad implementare le convenzioni dell’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) delle Nazioni Unite che ha già ratificato e a lavorare per la ratifica delle sue convenzioni fondamentali incluse quelle sui diritti umani.

Il testo dell’accordo, ora, richiede l’approvazione del Parlamento europeo e un processo di ratifica.

 

Redazione Europe Direct Lombardia
@ED_Lombardia

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Data ultima modifica: 24/10/2023